
Polly Jean, in arte PJ Harvey, è una musicista e cantautrice inglese.
Ombretto azzurro, rossetto rosso e tutine aderenti hanno contraddistinto il look di PJ durante le sue prime esibizioni live, contribuendo alla sua consacrazione come femme fatale del rock d’oltremanica.
“Era solo una maschera che mi serviva a esorcizzare un momento molto difficile della mia vita. Ma era tutto falso, costruito. Adesso sono cambiata e sul palco mi sento me stessa, come quando vado a fare la spesa”.
L’album d’esordio Dry risale al 1992 e la sua discografia conta dodici dischi da solista fino all’ultimo Let England Shake. Registrato in una chiesa, l’album canta di un argomento universale come la brutalità delle guerre, ma con lo sguardo tenero e al tempo stesso distaccato di una bambina. Le ritmiche sostenute donano al disco un sapore folk e, a tratti, un’atmosfera scanzonata o addirittura buffa, come nella fanfara di “The Words That Maketh Murder”.
Nel corso degli anni, l’evoluzione dell’artista è stata sia compositiva che stilistica ed estetica, fino al raggiungimento di un equilibrio maturo e affascinante.
Abbiamo avuto l’onore di ascoltarla durante l’esibizione al Primavera Sound Festival: l’abito bianco, impreziosito da un bustino anch’esso bianco, il copricapo di piume e la cetra hanno contribuito a creare un alone di misticismo attorno alla cantautrice, impeccabile nella sua esibizione.














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